Il Pane: Una tradizione antica che si rinnova con un numero infinito di gustose varianti

pane frescoIl pane, un tempo alimento povero, composto di pochi, semplici ingredienti, è prodotto oggi in una gamma potenzialmente infinita di varianti, di pari passo con la progressiva specializzazione dei fornai, in grado di soddisfare le esigenze più particolari attraverso le mille creazioni, invitanti e fantasiose, che diversificano sempre più la loro produzione. Oltre al pane, dunque, dal fornaio spesso è possibile acquistare grissini, pizze, pizzette, focacce ma anche prodotti di pasticceria come paste, pasticcini o crostate.
Generalmente in base agli ingredienti si distinguono sostanzialmente il pane comune, ottenuto con pasta lievitata a base di farina di grano, acqua e sale, e il pane speciale, preparato invece con diversi tipi di impasto di base al quale si aggiungono cose come olio, burro, malto, zucchero o latte.
Si comincia con le numerose varietà di pane più classiche, determinate dalla forma data all’impasto, che influisce sulla cottura e quindi sul gusto, e dagli ingredienti di base, a partire dal tipo di farina. Oltre a quella di frumento, che costituisce solitamente i due terzi dell’impasto, possono essere utilizzate farine di mais o segale, oppure persino derivate da legumi come la soia.
In base alla forma sono noti ad esempio la michetta milanese, il toscano (grande, con crosta dura e senza sale), l’arabo (tondo, chiaro, senza mollica e molto morbido perché poco cotto), il carasau (o carta musica, sardo), il francese (a filone o a panino, con crosta dura), la ciabatta (con crosta croccante e mollica alveolata, di forma allungata), il pugliese (grande e salato, fatto con farina di grano duro). A seconda del condimento utilizzato troviamo il pane all’olio, al latte, di segale, ai cereali, aromatizzato…oltre ai mille tipi di pane e focacce farciti con olive, pomodoro, formaggio, cipolle e via dicendo, senza limiti alla fantasia, per accompagnare degnamente un pasto o per avere una merenda nutriente e squisita.

 

Tratto da Il Giornale di Vicenza

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